Presentata la relazione annuale sull’attività svolta nel 2025. Segnalazioni,
accomodamenti ragionevoli, tavoli istituzionali e monitoraggio sul territorio
raccontano risultati, criticità e prospettive di intervento
Roma, 15 aprile 2026 – Si è svolta oggi, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, la
presentazione al Parlamento e al ministro per le Disabilità della prima Relazione annuale
dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, relativa all’attività svolta nel
2025, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo n. 20/2024.
L’evento ha rappresentato un momento istituzionale di particolare rilievo: ha segnato il primo
bilancio pubblico dell’Autorità dalla sua istituzione e ha posto al centro il tema della transizione
“dalla garanzia formale alla tutela effettiva dei diritti delle persone con disabilità”, come
recita il titolo della relazione.
La mattinata si è aperta con l’esecuzione dell’inno di Mameli, affidata al tenore Francesco Grollo,
con l’accompagnamento al pianoforte dal Maestro Antonio Camponogara e con il coro in Lingua
dei Segni Italiana dell’Istituto Statale di Istruzione Specializzata per Sordi “A. Magarotto” di
Roma. A seguire, la lettura del messaggio del Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo
Fontana, e la testimonianza dell’Alfiere della Repubblica Aniello Capuano, persona con disabilità,
che hanno contribuito a delineare il quadro valoriale e umano entro cui si inserisce l’azione
dell’Autorità.
È intervenuto poi il Presidente del Collegio dell’Autorità Garante, l’avvocato Maurizio Borgo, che
ha illustrato i principali contenuti della Relazione, soffermandosi sulle attività svolte nel primo
anno. Nel corso del 2025, l’Autorità ha preso in carico oltre 1.300 segnalazioni, riguardanti
soprattutto l’ambito scolastico, con particolare riferimento a situazioni di mancata inclusione o
interruzione dei percorsi educativi e terapeutici. Da queste segnalazioni sono emerse le prime
raccomandazioni, finalizzate a garantire il diritto allo studio e la continuità dei percorsi per gli
studenti con disabilità.
“Il Garante rappresenta una figura ponte tra i cittadini e le Istituzioni, tra il livello normativo e
quello concreto della vita quotidiana” ha spiegato l’Avvocato Maurizio Borgo, Presidente
dell’Autorità Garante. “Non si limita a evidenziare il mancato rispetto della norma, ma ha il
compito di favorire l’emersione delle disuguaglianze, di prevenire la discriminazione strutturale e
sistemica, di attivare processi trasformativi della società nel senso della piena partecipazione di
tutti. La sua è una funzione di ‘avanguardia costituzionale’ che consente di colmare una lacuna
dell’ordinamento nell’apprestare quelle misure a cui la Costituzione richiama la Repubblica per
rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza
dei cittadini”.
Un ruolo centrale nell’azione dell’Autorità è stato rappresentato dall’utilizzo degli
accomodamenti ragionevoli, strumenti giuridici previsti dalla Convenzione ONU sui diritti
delle persone con disabilità, che hanno consentito interventi concreti in diversi ambiti. Tra i casi
più significativi figurano il riconoscimento del diritto agli stalli di sosta personalizzati, una
maggiore flessibilità nei percorsi universitari e la promozione del lavoro agile come leva di
inclusione. Fondamentale, anche in questo senso, il contributo degli altri due membri del Collegio
dell’Autorità, che hanno concorso alla definizione delle principali direttrici di lavoro e delle
prospettive di sviluppo dell’azione istituzionale delineate nella Relazione.
“Oggi intendiamo ribadire che i diritti non sono concessioni, ma impegni costituzionali e
internazionali da attuare con continuità” ha ricordato il professor Francesco Vaia, membro
Vicario del Collegio. “Parole come inclusione e progetto di vita devono essere incarnati nella
realtà e per far questo c’è bisogno di una ‘visione’ strategica del Paese. Dobbiamo chiederci che
tipo di società stiamo costruendo e che società, invece, dovremmo costruire, cioè una società che
metta al centro per davvero la persona. È fondamentale anche intervenire per eliminare le
disabilità prevenibili e quindi investire maggiormente in ricerca, nell’invecchiamento attivo e nelle
politiche antinfortunistiche a partire dalla domotica. Infine, un invito alle forze politiche a
sostenere il lavoro dell’Autorità”.
L’attività dell’Autorità nel 2025 si è sviluppata anche attraverso la partecipazione a numerosi
tavoli istituzionali e tecnico-operativi, contribuendo a interventi in ambiti strategici: dalla
riforma degli istituti di interdizione, inabilitazione e amministrazione di sostegno, all’assistenza
sanitaria ospedaliera, fino al miglioramento dell’accessibilità nei trasporti e alla promozione di
nuovi modelli abitativi inclusivi. Da segnalare anche il monitoraggio sul territorio da parte
dell’Autorità, attraverso visite presso strutture che ospitano persone con disabilità realizzate in
collaborazione con i NAS dei Carabinieri, con l’obiettivo di verificare le condizioni di assistenza e
il rispetto dei diritti fondamentali.
“Il Garante è, prima di tutto, dalla parte delle persone con disabilità e delle loro famiglie: ne
ascolta le difficoltà, ne riconosce i diritti e si impegna a trasformarli in risposte concrete” ha
concluso l’ingegnere Antonio Pelagatti, membro del Collegio. “Questa posizione non è solo
un principio, ma una responsabilità istituzionale che guida ogni azione, con l’obiettivo di superare
modelli frammentati e ancora troppo distanti dalla vita reale. In questa direzione, il percorso che
introduce la riforma con l’introduzione del progetto di vita rappresenta un passaggio
fondamentale, che il Garante è chiamato a rendere effettivo. Il nostro impegno è chiaro: fare in
modo che i diritti non restino sulla carta, ma diventino esperienza quotidiana, concreta ed
esigibile per ogni persona, in ogni territorio”.
L’evento si è concluso con l’intervento del ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, che ha
sottolineato come, oltre alle norme e alle risorse, sia importante la spinta della società civile per
arrivare a una cultura della piena partecipazione delle persone con disabilità.
